ALTRICANTI

Note a margine

Bottoni

Counter

visitato *loading* volte

 
sabato, 19 giugno 2004

ALTRICANTI

In questa parte troverete i testi di tutte le nostre canzoni, nonché annotazioni, riflessioni, commenti su ognuna di queste.

Controlla la lista dei brani alla fine di questa pagina

Clicca sui link per visualizzare i testi

Ci piace però aprire questa sezione con due scritti, il primo ("Dell’osare canzoni") di Andrea "Kappa" Caponeri, il cantore del gruppo, il secondo ("L’autore del testo non conta un cazzo") di Walter Leoni, l’autore di buona parte dei testi delle nostre canzoni.

Così, tanto per ragionarci un po’, tra il serio e il faceto, tra il vino e l’aceto.

 

DELL’ OSARE CANZONI

Scrivere delle canzoni è, oggi più che mai, un atto di chiara supponenza. Si ha cioè l’ardire di aggiungere qualcos’altro alle milioni di canzoni già scritte (di cui diverse migliaia bellissime) in Italia da un secolo a questa parte. Ne consegue che con tutta probabilità ci si darà in pasto al ridicolo, o nel migliore dei casi a commenti del tipo "Mi ricorda paro paro un pezzo di…" e tu lì a sforzarti di spiegare che no, che neanche lo conosci ‘sto tizio e mai te lo cacherai, però il dubbio rimane, te lo rivelan occhi e le battute della gente (anche ‘sta frase mi pare di avela già sentita…). Ciò nonostante c’è in giro un fottìo di gente che continua a buttar giù canzoni che partono per cambiare il mondo e che solo raramente arriveranno alle orecchie di più di 10 persone, elementi del gruppo compreso, e poi via a incastrarci giri armonici miracolosamente, o apparentemente, sfuggiti a cento anni di rifrullo musicale (impresa vana: non ce ne sono più…) e adagiarci sopra, delicatamente come si fa con la dinamite, una melodia che non sia banale, magari anche canticchiabile qua e là, almeno, dico almeno, funzionale al testo (o viceversa). Tra questa gente ci siamo noi, non più illusi di molti altri di aver inventato chissà che.In ogni caso, non abbiamo mai detto, con Guccini, che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia. E soprattutto non vi abbiamo mai voluto fregare, e se solo qualche volta dopo un po’ ci è preso il dubbio abbiamo ricacciato la canzone, o interi CD costati milionate delle vecchie lire, nel pozzo nero delle minchionate, e chi s’è visto s’è visto.

In questa parte potrete trovare i testi dei nostri brani, le canzoni che a volte hanno fatto la piccola storia degli altrocanto, e ancor prima della Tribù Acustica, e che ancora adesso ci trasciniamo dietro come fa un bambino con il suo tricliclo, oppure quelle che sono passate tra di noi per qualche fugace istante, quelle suonate solo dal vivo, magari solo una sera e poi never more, o i pezzi inediti, quelli apparsi solo su demo vergognosi già dati alle giarre, le cose che stiamo scrivendo e che forse tra un po’ vi ritroverete tra timpano e martelletto.

Tutta ‘sta roba qua.

Resta da specificare il perché mettiamo tutto ciò in rete. E’ vero, la musica italiana ne potrebbe fare a meno, ne siamo consapevoli, e Internet è già troppo impestato da gentaccia senza scrupoli e morale (satanisti, piazzisti, italoforzisti, pedofili, necrofili, accademiadeigeorgòfili, suonerie, litanie delle madrimarie) che delle nostre povere parole non se ne sentiva certo la mancanza. Ma visto che in molti ci chiedete i nostri testi e che nei CD ancora non ci possiamo permettere libretti a 12 ante, e anche fosse tanto ve li masterizzereste (Dio vi benedica: se il mastodontico Mastro Mastella si demastromastellizzasse vi demasterizzereste voi?) ci siamo detti che forse ne valeva comunque la pena, e se non ora, quando? E se non tutto, cosa?

Il cantore

 

L’ AUTORE DEL TESTO NON CONTA UN CAZZO


Non conta sotto molteplici punti di vista.

Non conta perché in fondo è giusto così: l’autore dei testi non ci mette la faccia, si fa il viaggio solo se ne vale la pena, salta le prove, mangia gratis… è l’ultimo ad arrivare e il primo a tornarsene a casa. Se la serata va bene è pronto a condividere il successo. Se la serata è un fiasco… lui già non c’è più.

L’autore del testo non conta un cazzo perché non si assume le proprie responsabilità. Se il testo non gli viene dà la colpa alla musica, che non gli piace, non gli ispira niente; se la piglia col cantante, che non rende il testo, che non riesce a cantarlo o non gli dà la giusta intenzione. A se stesso rimprovera, al massimo, il perfezionismo, la cura maniacale; gli manca il tempo, lo stimolo, la voglia… mai le idee, mai la creatività.

L’autore del testo non conta un cazzo perché non se lo merita. E le sue opinioni non vengono prese in considerazione. Di musica non ne capisce, non distingue un DO da un MI bemolle; non si è mai preso la briga di imparare a suonare uno strumento. Sa leggere e scrivere, ma ha imparato a scuola… come tutti gli altri. Non ha fatto alcuna fatica, nessuno sforzo per meritarsi il privilegio di concorrere alla creazione di una canzone.

L’autore del testo non conta un cazzo perché è cattivo; cattivo nel profondo. Cova rancore per quella parola che gli è stata cambiata, per il testo che gli è stato sottratto troppo frettolosamente, in un momento di debolezza, per quell’arrangiamento o quel modo di scandire che cambia il senso alle sue parole… Lui l’avrebbe cantata meglio, l’avrebbe arrangiata diversamente, l’avrebbe saputa rendere… se avesse saputo farlo.

L’autore del testo è un invidioso. Non ha la voce, non ha il coraggio e non sa suonare; ma fa le prove davanti allo specchio e dentro di sé… in fondo in fondo… lo sa: sarebbe stato un grande!

L’autore del testo non conta un cazzo perché è un incompreso. Scrivere è qualcosa di personale, un processo creativo del quale è geloso, che non sa e non vuole condividere. E paga tutte le conseguenze della sua solitudine. Nessuno con cui condividere il dramma della pagina bianca, nessuno che capisca la frustrazione di arrendersi ad una rima in –ARE, o di fronte a TERRA/GUERRA; nessuno che colga il genio in un’allitterazione, l’ironia tra le righe, il senso nascosto dietro tutt’altro, la citazione dotta. CUORE/AMORE non è sempre una banalità… ma vaglielo a spiegare… Gli altri non sanno, gli altri non capiscono, gli altri non hanno alcun rispetto.

L’autore del testo non conta anche perché non ha niente da contare.. non viene pagato; ma sa benissimo che la fatica che fanno gli altri, lui, non la farebbe per tutto l’oro del mondo.

L’autore del testo non conta perché è fuori dal gruppo. Troppo preso da se stesso, si perde dietro alle sue fissazioni e perde di vista l’obiettivo. Lo sanno tutti, tutti l’hanno capito tranne lui. Fa le canzoni per sé, è egoista. Se potesse farebbe volentieri a meno degli altri e tutti farebbero volentieri a meno di lui. L’autore del testo non conta un cazzo perché è un individualista. Tutti lo odiano… e lui si fa odiare. È presuntuoso e vanesio. Prima elemosina una strofetta e poi si atteggia a cervello del gruppo, a eminenza grigia, a deus ex machina. Lui lavora dietro le quinte è vero… ma è il motore primo di ogni canzone… di ogni esibizione… Non è sul palco, non suona, non canta, non c’è nemmeno in quel momento… però è convinto che tutti quanti… i musicisti, i cantanti e tutto il pubblico… gli debbano qualcosa… gli debbano riconoscenza… Ma nessuno è mai abbastanza riconoscente per l’autore del testo. Se il cantante lo nomina, lo ringrazia e il pubblico lo applaude… si schernisce, si imbarazza… lui non lo fa per la gloria… non per il successo…

Se nessuno se lo fila… muore dentro.

L’autore del testo non conta perché è un frustrato. Vive con il sospetto e il timore che quello che fa lui, un altro, in fondo, lo saprebbe fare altrettanto bene. Probabilmente meglio… Presto qualcuno se ne accorgerà e lui si ritroverà agli angoli di una strada ad elemosinare una linea melodica… un ritornello… uno solo… la prego signora! Ho tante cose da dire… ho una reputazione da mantenere…

L’autore del testo non conta perché vive della generosità, della carità, e dell’affetto compassionevole dei suoi amici…

Saltellante come il più pavido dei leccaculi, scodinzolante come un cane, viscido come un verme, l’autore del testo si nutre delle ghiande che immeritatamente racimola da terra, si ciba di avanzi… convinto nel suo intimo che la musica giusta, quella bella davvero, un musicista, a lui, non gliela darebbe mai… se la terrebbe per sé… il testo se lo scriverebbe per conto suo… il bastardo… L’autore del testo ne è convinto perché lui, nella stessa situazione, farebbe altrettanto.

L’autore del testo non conta un cazzo perché è pericoloso. Nascosto in fondo alla sala, costretto al tavolo delle fidanzate dei musicisti, confuso con il pubblico o relegato accanto al fonico si sente inutile, superfluo. Gli fanno portare la birra sul palco, trasportare casse, rollare una canna… fino a farlo sentire partecipe, amico, utile persino… mai indispensabile. E lui ammatassa gomitoli di rancore, imbottiglia litri di bile, trasporta macigni di rabbia… nel fondo del suo animo medita vendetta. Esploderà?

No. Non può. Non potrà sfogare i suoi bassi istinti. Non è il gruppo ad avere bisogno di lui, ma lui del gruppo. Senza musica, un autore del testo è solo un pessimo poeta dalla metrica imperscrutabile, un progetto abortito, un piano mai attuato. Un colpo in canna non ha mai ucciso nessuno.

Il cantante continuerà a cambiare i suoi testi e il fisarmonicista continuerà a ignorarli; i musicisti cambieranno la linea melodica senza porsi il problema, raddoppieranno ritornelli, improvviseranno special o si ritaglieranno assoli che rubano spazio alle sue parole… e poi taglieranno il testo così… come si accorcia l’orlo di un paio di pantaloni troppo lunghi. L’autore del testo tenterà invano di difendersi, di opporsi, di far sentire la sua voce. Ma l’autore del testo non conta un cazzo. Se ne tornerà a casa e coltiverà, sera dopo sera, il buco che gli cresce nello stomaco, fino a quando non avrà raggiunto le dimensioni dell’Umbria. Un qualche Dio impietosito, allora, gli concederà la grazia di condurlo con sé in quel paradiso degli autori dei testi, dove l’accesso è proibito ai musicisti e alle parole che non fanno rima con niente, e lì, finalmente, potranno dedicare ogni istante dell’eternità alla loro vera unica grande passione… lamentarsi.

L’autore del testo

Adoro scrivere canzoni con gli Altrocanto. E qualche volta odio farlo. Mi costa fatica, come ogni altro sforzo creativo debba o sia costretto a fare. Sono pigro e loro lo sanno. E mi sopportano.

Per avermi coinvolto e per il bene che mi vogliono… al Kappa, a Sandro, a Lucio, ad Andrea, al Giaccio, a Simone e a Chicco… grazie. Di cuore.

Walter

Postato da: altrocanto2 alle 15:44 | link | commenti (2) |

 

Clicca su uno di questi due LINK, in alto a sinistra:

1)PEZZI EDITI : Brani inseriti nei cd :

"ZOMPA ZOMPA S’ IL VOUS PLAIT"

-IL DIFETTO DELLE COSE

-CANGIANTE PERCEPIRE

-MEDITERRANEA

-CRONACA DI UN AMORE CRIMINALE

-IL FUNAMBOLO

-IL GIORNO CHE TERESA S’ INCENDIO’

-CANZONE DELLE QUESTIONI PELOSE

"RADIO TRIBU’"

-TANTI AUGURI AI GIOVANI SPOSI

-LA GENTE CANTA

"TRIBUTI E RIFIUTI"

-COMUNQUE LA VITA

-CENERE DI ME

2)PEZZI INEDITI :

"ANGELI PERDUTI IN VOLO"

-GLI ULTIMI FUOCHI DELLA SERA

-LABILE PENSIERO ALATO

-L’ OMME DE LU MARE

-QUESTO E’ QUANTO

-NOTTURNO

-LA LUNA BALLA IL TANGO

"ULTIME ARRIVATE"

-NOVITA’ D’ AMERICA

-POLIZIA MOLTO ARABBIATA

-LA FESTA DI SANTA PERDUTA

-TEMPI CHE CORRONO

-IL DELIRIO DEL PALOMBARO

-UN METRO CUBO DI SPAZIO

UN PO’ PER GIOCO, UN PO’ PER NON MORIRE(Le Origini)

-IO LUISA ME LA SPOSO
-AMORE AI TROPICI

-E’ DI NUOVO NATALE

-DIECIANNI

-POCHE COSE DA SAPE’

-HEY TRIBU’

-CANTATA A SERA


Postato da: altrocanto2 alle 15:45 | link | commenti |

mercoledì, 06 ottobre 2004

Così, tanto per aggiornare.

Hai visto mai che splinder s'impuzzolisce e ci blocca tutto...

Postato da: altrocanto2 alle 15:18 | link | commenti |

 

Archivio

oggi
ottobre 2004
giugno 2004

Categorie